TEMPO DI CAMBIARE ARIA

Risultati immagini per aria inquinataTrovo incredibile che i quotidiani dedichino sempre tante pagine a qualche fatto di cronaca che ha visto la morte di una singola persona e comunichino quasi di sfuggita notizie relative a drammi che hanno le dimensioni di genocidi. Persino i morti per terrorismo, da un punto di vista statistico sono un’inezia rispetto alle principali cause di morte. Persino i conflitti locali in atto sono piccola cosa rispetto ai danni ambientali.

Se alcune cause di morte sono naturali, altre sono causare dall’uomo e come tali rappresentano degli autentici delitti, di norma del tutto impuniti.

Mi riferisco ora a un nuovo studio dell’Health Effects Institute, secondo il quale, nel 2016 sono morte 6,1 milioni di persone per l’inquinamento atmosferico. Ovvero, se moltiplicassimo questo numero, vorrebbe dire che in dieci anni la cattiva qualità dell’aria che respiriamo fa più delle vittime della Seconda Guerra Mondiale (54 milioni). 6 milioni di morti all’anno che si aggiungono, quanto meno, al milione abbondante di morti per incidenti d’auto (1,3 milioni nel 2009).

60 milioni di morti in dieci anni. 600 milioni di morti in un secolo!Risultati immagini per aria inquinata

6,1 milioni di morti nel solo 2016. Non vi dice nulla questo numero? Non riuscite a vedere dietro questa cifra i volti di 6,1 milioni di uomini e donne, le mani di 6,1 milioni di vecchi, adulti, ragazzi e bambini? Non riuscite a vedere la sofferenza, il dolore, i sacrifici di 6,1 milioni di famiglie? Non riuscite a vedere 6,1 milioni di vite spezzate. Non riuscite a vedere i costi per la sanità, per la comunità, per il mondo? Questo è solo un numero e vi è già scivolato via?

Alla notizia di questi 6,1 milioni di morti sono aperti processi di dimensioni tali da far impallidire quello di Norimberga contro i crimini di guerra nazisti? Si sono cercati i colpevoli? Sono stati accusati coloro che hanno contribuito con atteggiamenti attivi e passivi a questo genocidio continuo, prolungato e ripetuto?

Le nazioni sono tutte in allarme e cercano soluzioni? Il problema è ai primi posti nei programmi elettorali dei partiti? La gente scende in piazza indignata reclamando il più basilare dei diritti, quello di respirare?

Respirare uccide. Lo scrivono sulle sigarette. Dovremo scriverlo sulle nuvole? Attenti a respirare! Non respirate. L’aria uccide. Siamo arrivati a questo?

Sempre secondo questo studio, il 95% della popolazione mondiale respira aria pericolosamente inquinata, ovvero i cui parametri eccedono quelli consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Salute.

Maggiore risulta l’esposizione nei paesi sottosviluppati, sia nelle case che fuori.

Pensate forse per questo di essere nel 5% che respira aria buona? Anche considerando i parametri del WHO, meno stringenti di quelli dell’Organizzazione Mondiale della Salute, il 60% della popolazione mondiale non respira aria buona.

Voi no. Voi respirate aria fresca di montagna tutti i giorni. È chiaro.

Pensiamo di poter far finta che questi 6 milioni di morti, che si ripetono e si ripetono e si ripetono, anno dopo anno, non ci riguardino?

Se il 95% della popolazione “respira male”, anche noi respiriamo male e anche noi potremmo essere nel prossimo gruppo di 6 milioni di persone spazzate via da un colpo di tosse. Tutti gli abitanti di Roma e Milano morti in un anno! Un’apocalisse!

Dei 6,1 milioni di morti, 4,1 milioni derivano da inquinamento all’esterno delle case. L’inquinamento domestico, peraltro, può arrivare a superare di venti volte le soglie minime consigliate. Il riscaldamento è la fonte principale di inquinamento domestico.

 

Non si tratta di dati statici. La situazione peggiora e la cosa non ci stupisce. La popolazione aumenta, i consumi pro capite aumentano, perché non dovrebbe aumentare anche l’inquinamento? Nel 1990 i morti da inquinamento erano 3,3 milioni. L’incremento è stato del 19,5%. Se si applicasse lo stesso tasso di incremento, nel 2034 i decessi sarebbero 7,3 milioni (in realtà, già un precedente studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contava in circa 7 milioni le persone morte nel 2012 a causa dell’inquinamento atmosferico).

Il 51% dei decessi avviene in India e Cina. Del resto la Cina e l’India hanno 1,4 miliardi di abitanti ciascuno sui 7,6 miliardi di popolazione mondiale e hanno regole ambientali assai meno stringenti di quelle europee, ma questo non vuol dire che da noi vada tutto bene. Per nulla!

Una sostanza è inquinante quando è un “contaminante” responsabile di effetti nocivi Risultati immagini per aria inquinatasull’ambiente. Un “contaminante”, invece, è qualunque cosa che, aggiunta all’ambiente, causa una deviazione dalla composizione geochimica media.

Non tutto l’inquinamento è causato dall’uomo. L’aria può essere resa poco respirabile anche da fattori naturali quali le eruzioni vulcaniche, gli incendi, la presenza di amianto o processi biologici.

L’inquinamento antropico, invece, può essere provocato dalle industrie e dalle attività artigianali, dall’agricoltura, dal riscaldamento, dal traffico veicolare, dai veicoli fuori strada (treni, trattori e altro). L’uomo, si sa, sta dando un contributo consistente e devastante all’inquinamento atmosferico.

I principali colpevoli sono l’industrializzazione e il traffico. Gli elementi inquinanti provengono soprattutto dall’utilizzo dei combustibili fossili, ma anche dai gas CFC, presenti negli impianti di refrigerazione e nelle bombolette spray, che liberano nell’aria molecole di cloro, intaccando lo strato di ozono naturale dell’atmosfera. L’anidride carbonica, tra le principali cause di inquinamento atmosferico, prodotta dalla combustione di petrolio e derivati, di carbone e di gas, contribuisce a incrementare l’effetto serra, provocando un anomalo aumento della temperatura terrestre.

Risultati immagini per camere a gasSe l’inquinamento incide direttamente sulla salute, lo fa anche indirettamente danneggiando l’ambiente, provocando l’effetto serra e le piogge acide, il buco dell’ozono e altri problemi su flora e fauna.

In Cina la maggior fonte di inquinamento è il carbone, mentre in India è la combustione di biomassa. Se in Cina l’inquinamento da carbone si sta riducendo, nel contempo aumenta in Pakistan, Bangladesh e India.

Da noi, le sostanze inquinanti più comuni sono:

– le polveri fini (Pm 10 e Pm 2,5), residuo della combustione proveniente dalle emissioni industriali, dagli scarichi dei veicoli, dall’usura dell’asfalto, dei freni, delle frizioni e degliRisultati immagini per smog pneumatici. Sono dannose per bambini, anziani, persone con problemi respiratori (asma, bronchite cronica, enfisema, allergia) o cardiovascolari;

– il monossido di carbonio (CO), che deriva da vari processi di combustione, principalmente dai veicoli a benzina e, in minore quantità, dalle raffinerie di petrolio e dalle combustioni con impianti a carbone o legno; è pericoloso per persone con malattie cardiache, feti, lattanti;

– il biossido di azoto (NO2) che si forma nei processi di combustione ad alte temperature, ed è prodotto dai veicoli, da industrie, dal riscaldamento domestico. È pericoloso per bambini e adulti in attività fisica intensa, persone con problemi respiratori. È  un gas fortemente irritante e cancerogeno;

– il biossido di zolfo (SO2), un prodotto della combustione, proveniente da impianti di centrali termoelettriche, raffinerie, da impianti di riscaldamento e, in minima parte, dal traffico veicolare. Crea danni a persone con problemi respiratori, bambini.

– l’ozono (O3): l’inquinamento, atmosferico determina, da un lato, l’assottigliamento della fascia d’ozono nella stratosfera ad alta quota (fenomeno noto come “buco dell’ozono”), e dall’altro un aumento, in particolar modo nelle ore calde dei giorni d’estate, dell’ozono in prossimità del suolo. L’ozono ad alta quota è “benefico”: serve a proteggerci dalle radiazioni solari. Nelle città la molecola d’ozono deriva da un complesso meccanismo di reazioni (smog-fotochimico) che coinvolgono ossigeno, ossidi di azoto, idrocarburi insaturi, radiazione solare e calore. I valori massimi di questi 4 parametri si ottengono in città, d’estate e nelle ore più calde. L’ozono è irritante per l’uomo (vie respiratorie) e per alcuni materiali (es. gomma). È dannoso per persone con problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite cronica), bambini, anziani.

 

Non essendo possibile definire un ambiente incontaminato di riferimento, poiché la composizione dell’aria è variabile nello spazio e nel tempo, si è reso necessario introdurre degli standard convenzionali per la qualità dell’aria. Si considera dunque inquinata l’aria la cui composizione ecceda limiti stabiliti per legge allo scopo di evitare effetti nocivi sull’uomo, sugli animali, sulla vegetazione, sui materiali o sugli ecosistemi in generale.

 

Come si legge sul sto dell’Ospedale Pediatrico del Bambin Gesù, i bambini sono particolarmente vulnerabili ai fattori inquinanti per svariati motivi:

– respirano volumi di aria proporzionalmente maggiori rispetto agli adulti e quindi inspirano una maggiore quantità di inquinanti;

– hanno processi di assorbimento e metabolici accelerati;Risultati immagini per bambini smog

– respirano a una altezza più vicina al suolo, dove è presente una maggiore concentrazione di sostanze inquinanti prodotte dai veicoli stradali.

La correlazione tra i livelli di inquinamento atmosferico e le patologie respiratorie è ben noto, invece è ancora da meglio definire l’associazione diretta con l’asma.

I genitori moderni si preoccupano tanto di quello che mangiano i propri figli, che non si prendano freddo o caldo, di che amici frequentano, ma pare si preoccupino poco di quello che respirano.

Risultati immagini per bambini smogE in Italia come vanno le cose? Siamo forse quel 5% del mondo che respira, per ora, aria buona?

Si legge sul sito dell’Ansa che l’Italia ha l’aria più inquinata fra i grandi paesi europei, col maggior numero di morti per inquinamento atmosferico. Lo rivelerebbe il rapporto “La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane” presentato lo scorso settembre 2017 al Senato dalla Fondazione sviluppo sostenibile.

L’Italia, secondo tale rapporto, ha circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Il nostro paese ha una media di 1.500 morti premature all’anno per inquinamento per milione di abitanti, contro una media europea di 1.000. La Germania è a 1.100, Francia e Regno Unito a circa 800, la Spagna a 600.

Dei 91.000 morti in Italia, 66.630 sono per le polveri sottili PM2,5, 21.040 per il disossido di azoto (NO2), 3.380 per l’ozono (O3).

Per le polveri sottili PM2,5 si contano nel nostro paese 1.116 morti premature all’anno per milione di abitanti, contro una media europea di 860. La zona dove il particolato fine uccide di più è l’area di Milano e dintorni, poi Napoli, Taranto, l’area industriale di Priolo in Sicilia, le zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma.

Le quattro regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), secondo i recenti dati dell’European Environment Agency, sarebbero la zona più inquinata del continente con una concentrazione di Pm10 (polveri sottili) è schizzata ben oltre i 50 microgrammi al metro cubo, ovvero oltre il livello guardia, con valori pressoché doppi (fonte: Wired).

Risultati immagini per smogE non si creda che sia solo colpa delle automobili. Il 35% delle polveri sottili PM10 di Milano (la zona d’Italia più inquinata dal particolato) proviene dall’agricoltura, sostiene il rapporto “La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane”. L’agricoltura emette nell’atmosfera ammoniaca (NH3), dai fertilizzanti e dalle deiezioni degli allevamenti. L’ammoniaca nell’aria reagisce con nitrati e solfati (prodotti dagli scappamenti delle auto) e forma particolato fine. Per il rapporto, l’agricoltura è responsabile del 96% delle emissioni italiane di ammoniaca.

E la città in cui vivo? Firenze è la 31^ area più inquinata d’Europa per la forte presenza, oltre i limiti di legge, del Biossido d’azoto (NO2).

Non sarebbe tempo di adeguarsi, almeno, alle medie europee?

 

Non sarà ora di cambiar aria?

 

PERCHÉ IL TERRORISMO NON CI DEVE PREOCCUPARE

Leggo su un vecchio articolo de La Stampa che  nel mondo, solo nel 2014, le vittime del terrorismo sono state 32.658, ben l’80% in più rispetto al 2013, 18.111.

L’articolo prosegue citando il Global terrorism database Università del Maryland, (elaborazione Catchy per La Stampa) secondo il quale tra il 1970 e il 2014 in media ci sarebbero state 394 azioni terroriste l’anno in Europa. Nel mondo, invece, ci sono stati, in questo arco temporale, 62.145 attacchi, 1.381 attentati con almeno una vittima ogni anno, quasi quattro al giorno.

Qui, invece, si può vedere un grafico dell’istituto di elaborazione di dati Statista che mostra il numero di vittime in Europa Occidentale, suddivise per nazionalità, tra il 1970 e il 2015, mostrando un picco nel 1988 con un numero di morti tra 425 e 450. Nel 2015 non si arriva a 150 e negli anni precedenti siamo ampiamente sotto le 25 vittime.

vittime terrorismo

Leggo, poi, su wikipedia che in Europa gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte, con più di 120.000 vittime all’anno.

Un articolo de La Stampa dichiara che nel 2015 nell’Unione Europea le vittime registrate sono state 26mila, come nel 2014 (fonte Eurostat) per una media di 51 morti per milione di abitanti.

Secondo il sito dell’ASAPS (Portale della Sicurezza Stradale), nel 2015 sulle strade della UE, 26.300 persone hanno perso la vita (in media 70 al giorno): l’1,3% in più rispetto all’anno precedente.

Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la salute pubblica, scrive che gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma ancora troppo trascurato e che per l’Oms sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità. Il peso di questo problema non è distribuito in maniera uniforme ed è fonte di una crescente disuguaglianza tra i diversi Paesi, con svantaggi socioeconomici delle categorie di persone più a rischio.

Epicentro riporta che Secondo il rapporto 2009 “European status report on road safety. Towards safer roads and healthier transport” dell’Oms Europa, ogni anno circa 120 mila persone muoiono a causa di incidenti stradali nella Regione europea dell’Oms, mentre 2,4 milioni rimangono infortunate.

Pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono circa il 39% delle vittime della strada e, mediamente, i Paesi a basso e medio reddito hanno un numero complessivo di incidenti pari al doppio di quello dei Paesi industrializzati. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e hanno un impatto sulle economie dei singoli Paesi superiore al 3% del prodotto interno lordo.

Il 70% degli incidenti mortali avviene nei Paesi più poveri e, all’interno dei Paesi dell’ex Unione sovietica, il tasso di mortalità è circa quattro volte superiore a quello dei Paesi nordici. I Paesi dell’Est europeo sono quelli con la più alta proporzione di incidenti mortali per i pedoni, mentre Italia, Grecia, Malta, Cipro e Francia sono gli Stati con il più elevato numero di decessi per incidenti mortali in moto.

La differenza tra i 120.000 morti dell’Europa OMS e i 26.000 dell’Unione Europea sembrano un segnale di una maggior attenzione e di maggiori norme di sicurezza dell’area UE.

Secondo le stime pubblicate nel 2009 dall’Oms nel “Global status report on road safety”, ogni anno i morti sulle strade sono circa 1,3 milioni e le persone che subiscono incidenti non mortali sono tra i 20 e i 50 milioni.

Nel 2004 gli incidenti stradali si collocavano al quarto posto nella classifica delle cause più importanti di morte della popolazione mondiale, ma per il 2030 si prevede che raggiungano la quinta posizione. I Paesi a basso e medio reddito hanno un tasso di incidenti mortali maggiore rispetto ai Paesi più ricchi: rispettivamente 21,5; 19,5; 10,3 ogni 100 mila persone. Pur avendo solo il 48% del totale dei veicoli registrati, nei Paesi più poveri si verifica il 90% degli incidenti globali. Malgrado nei Paesi industrializzati negli ultimi 40-50 anni il tasso di mortalità per incidente stradale sia diminuito, l’incidente stradale rimane una delle più importanti cause di morte e disabilità.

Avete letto?

Posso farvi una domanda?

Quale causa di morte vi preoccupa di più, il terrorismo o il traffico auto?

Pesano di più 100 morti all’anno o 120.000?

Un milione e trecentomila morti all’anno sulle strade del mondo non vi sembrano degni di attenzione? Non vi sembra un tema che dovrebbe stare nelle prime pagine dei giornali ogni giorno? Non dovrebbe trovarsi al primo posto nei programmi politici di ogni partito?

Come possiamo accettare che dei demagoghi ci prendano in giro e chiedano di limitare la nostra libertà e la nostra privacy in nome di una del tutto falsa esigenza di sicurezza?

Non faremmo assai meglio il bene dell’Europa e del mondo combattendo le morti su strada piuttosto che lottando contro alcuni esaltati che ammazzano gente?

Non dico che costoro non vadano fermati e puniti, come è giusto per ogni criminale. Ogni omicidio è un delitto. Ma le automobili dovrebbero essere una preoccupazione assai maggiore per tutti noi. Sono loro i nostri veri killer!

Eppure le auto non sono il solo dei problemi di cui la politica e i media dovrebbero occuparsi assai di più invece di prenderci in giro parlandoci di terrorismo e dando risalto a pochi squilibrati ed esaltati, facendoli sentire molto più importanti di quello che sono, facendogli credere di poter influenzare le nostre esistenze molto di più di quanto in realtà siano in grado di fare.

Il vero pericolo sono quei media e quei politici che vogliono farci credere che il terrorismo sia una priorità.

Ci sono molti temi che dovrebbero interessare la politica e i media, ma limitiamoci qui a parlare di quelli che concernono la morte.

Quali sono le principali cause di morte? Abbiamo visto che non lo è certo il terrorismo, la cui incidenza statistica è inessenziale e ridicola.

Secondo l’Eurostat per l’UE-28 per il periodo di riferimento 2012 le cause di morte di gran lunga predominanti in Europa sono le malattie del sistema circolatorio (393,6 ogni 100.000 abitanti) e i tumori (neoplasie maligne).

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Il tasso di mortalità standardizzato per le malattie ischemiche del cuore nell’UE-28 è di 137 decessi per 100 000 abitanti.

Le malattie respiratorie sono la terza principale causa di morte nell’UE-28.

Secondo questo studio le cause di morte per incidenti stradali sono di 6,3 ogni 100.000 abitanti. Dunque le malattie ischemiche del cuore sono una causa di morte assai più grave persino degli incidenti automobilistici, che, come abbiamo visto, sono molto più rilevanti degli effetti del terrorismo.

Il Sole 24 Ore riporta che al primo posto nel mondo tra le cause di decesso ci sono le malattie ischemiche cardiache, con 7,4 milioni di decessi, seguite dall’ictus, con 6,7 milioni di morti. Sono state queste, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le due principali cause di morte nel mondo nel 2012. Al terzo posto della “top 10” stilata dall’Oms figurano, ex aequo, la broncopneumopatia cronica ostruttiva e le infezioni delle vie aeree inferiori, responsabili ciascuna di 3,1 milioni di decessi. Al quarto i tumori polmonari (insieme con quelli della trachea e dei bronchi), che hanno fatto registrare 1,6 milioni di decessi, e al quinto posto l’Hiv/Aids, con 1,5 milioni, pari merito con diarrea e diabete. Gli incidenti stradali, che nel corso del solo 2012 hanno fatto registrare 1,3 milioni di morti a livello mondiale, figurano al sesto posto. A chiudere la “top 10” sono le patologie ipertensive, responsabili di 1,1 milioni di decessi.

Per dirla con le percentuali, le malattie ischemiche cardiache rappresentano il 13,2% di tutte le morti a livello globale, l’ictus l’11,9%, la broncopneumopatia cronica ostruttiva il 5,6%, le infezioni delle basse vie aeree il 5,5%, i tumori a trachea, bronchi e polmoni il 2,9%, l’Hiv/Aids, la diarrea e il diabete mellito il 2,7% ciascuno, gli incidenti stradali il 2,2% e le patologie ipertensive il 2%. Il 48,6% rappresenta invece le morti “per altre cause”.

Alcune di queste malattie sono determinate dal nostro stile di vita. Il nostro stile di vita comprende la creazione di inquinamento. Le automobili sono un’importante causa di inquinamento.

Leggo su Terra Nuova che nel 2012 circa 7 milioni di persone sono morte a causa dell’inquinamento atmosferico. Sarebbe la sentenza glaciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che ha pubblicato uno studio ricco di dati e statistiche sugli effetti dell’urbanizzazione sulla salute umana. Le aree geografiche più interessate con 5,9 milioni di decessi sono in Asia e nelle regioni del Pacifico.

Per essere più precisi, però, il rapporto distingue tra decessi derivati da inquinamento atmosferico outdoor e inquinamento indoor. La cattiva aria che respiriamo negli spazi chiusi provoca addirittura più decessi: circa 4,3 milioni contro i 3,7 milioni negli spazi aperti.

Per l’inquinamento indoor le cause principali sono il fumo, le emissioni di fornelli e cucine, e il riscaldamento a legna o carbone.

I numeri generali sono raddoppiati. Nello studio precedente, datato 2008, l’OMS aveva parlato di 3,2 milioni di morti totali, di cui 1,3 per l’inquinamento esterno e 1,9 per quello domestico.

I dati rivelano uno stretto collegamento tra inquinamento in aree confinate e inquinamento esterno, con una diffusa incidenza su malattie cardiocircolatorie, infarti, ischemie, tumori.

Nello schema (Fonte OMS) seguente si riassumono le percentuali di incidenza delle singole malattie:

Inquinamento atmosferico esterno:

40% – ischemie cardiache

40% – ictus

11% – malattia polmonare ostruttiva

6% – cancro al polmone

3% – infezioni respiratorie acute nei bambini

 

Inquinamento indoor:

34% – ictus

26% – ischemie cardiache

22% – malattia polmonare ostruttiva ..

12% – infezioni respiratorie acute nei bambini

6% – cancro al polmone

Un post su QualEnergia di marzo 2016 riporta che una morte su quattro a livello mondiale è causata da fattori di rischio ambientale. Secondo quest’articolo sarebbero ben 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento ambientale. In Europa nel 2012 l’inquinamento ha provocato 1,4 milioni decessi prematuri. Siano 7 o 13 milioni i morti da inquinamento, sono comunque una percentuale rilevante. Un morto su quattro, se possiamo considerare vera tale informazione, sarebbe ancor più impressionante.

Su Epicentro si legge che nel documento “Country profiles of the environmental burden of disease” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (il primo rapporto sull’impatto delle condizioni ambientali sulla salute Paese per Paese, presentato in un convegno a Vienna  il 13-15 giugno 2007) i rischi ambientali considerati sono l’inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l’edilizia, l’agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso.

I dati indicano che in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare molto riducendo i rischi ambientali: in tutto il mondo si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. Nessun Paese è immune dal fenomeno, ma i dati mostrano anche enormi diseguaglianze: nei Paesi a basso reddito gli anni di vita in buona salute persi a causa di disabilità (Daly) sono venti volte quelli dei Paesi ricchi. Tra i più colpiti ci sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan.

In alcuni Paesi, addirittura un terzo delle malattie potrebbero essere prevenute con miglioramenti ambientali. In 23 Paesi più del 10% delle morti sono dovute alla cattiva qualità dell’acqua e all’inquinamento nei luoghi chiusi causato dall’uso di combustibili per cucinare.

La fascia di popolazione più colpita è quella dei bambini fino a 5 anni, che rappresentano il 74% dei morti per malattie diarroiche e infezioni alle basse vie respiratorie. Per ridurre in modo significativo il tasso di morti sarebbero quindi molto utili gli interventi al livello delle abitazioni: l’uso di gas o elettricità per cucinare, il miglioramento della ventilazione e il cambiamento di alcune abitudini di vita (per esempio, tenere i bambini lontani dal fumo di tabacco).

 

Posso ripetervi la domanda?

Se un politico o un giornale o un canale televisivo vi dicono che il terrorismo è il nostro primo  problema, cosa pensate?

Se il terrorismo avesse fatto 7,4 milioni di morti all’anno come le malattie ischemiche cardiache sarebbe di sicuro Il Nostro Problema, con tutte le maiuscole che volete, ma non è così.

 

Se qualcuno vi dice che la lotta al terrorismo è una priorità, pensate abbia ragione?

Se qualcuno vi dice che dobbiamo avere paura dei terroristi, pensate abbia ragione?

Se poi qualcuno viene persino a dirvi che dovremmo avere paura degli islamici in genere, perché una piccolissima minoranza di loro è rappresentata da terroristi, pensate abbia ragione? Quanti mussulmani pensate siano terroristi? E quanti cristiani? Non ho statistiche, ma che percentuali immaginate? Nel 2010 il cristianesimo era di gran lunga la religione più seguita al mondo (2,2 miliardi di seguaci su 6,9 miliardi di abitanti sulla Terra, circa il 31% della popolazione globale). Di contro, l’Islam raccoglieva 1,6 miliardi di seguaci (il 23% della popolazione). Sono 1,6 miliardi di terroristi? Certo che no. Se lo fossero non avremmo certo le poche decine di morti che abbiamo ogni anno ma probabilmente l’umanità sarebbe già estinta! Il basso numero di attentati rispetto alla popolazione mussulmana dimostra da solo che non è l’appartenenza a quella fede a fare di una persona un terrorista e un assassino. Se, come alcuni ci vogliono far credere, l’Islam istigasse a uccidere, avremmo in giro centinaia di milioni di killer. Non è così, dunque la tesi è errata. Il razzismo nasce da pregiudizi come questi, nonostante l’evidenza della logica e della statistica.

Siamo fatti di emotività oltre che di ragione e vedere qualcuno ucciso ingiustamente, ci indigna e ci fa inorridire. È giusto che sia così. Deve essere così. I responsabili degli attentati sono dei mostri e dei pazzi, degli esseri sfuggiti a un medioevo che speravamo di aver sconfitto. Non per quanto detto sopra dobbiamo smettere di combatterli, ma non dobbiamo avere paura di loro. Non possiamo avere paura di loro.

La barbarie si combatte con la cultura e l’intelligenza, la superstizione si combatte con la cultura e la conoscenza. Diamo cultura e conoscenza a tutto il mondo e il terrorismo sarà un ricordo del passato. Diamo cultura e conoscenza a tutto il mondo perché questo ci aiuterà a combattere anche i problemi veri, anche le vere cause di morte. Cominciamo a renderci conto che i veri assassini siamo noi, Cominciamo a considerare che ci trasformiamo in potenziali assassini ogni volta che accendiamo il motore della nostra auto.