OLIO DI PALMA E CACAO: CHI È IL PIÙ MALVAGIO DEL REAME?

Risultati immagini per palma da olio di palmaPerché ci dicono che non dovremmo consumare prodotti con olio di palma? Qualcuno pensa che sia perché fa male alla salute. Qualcuno crede che danneggi l’ambiente. Dov’è la verità?

Campagne Liberali c’informa che se utilizzato all’interno di una dieta bilanciata, come per molti ingredienti, l’olio di palma non è nocivo. In una revisione scientifica pubblicata sull’International Journal of Food Science and Nutrition, condotto dalla dott.ssa Elena Fattore e dal dott. Roberto Fanelli dell’Istituto Mario Negri, è stato confermato che l’olio di palma non è dannoso per la salute, tanto meno cancerogeno.

La Nutrition Foundation of Italy (NFI) in un recente (2017) studio dal titolo “Uso alimentare dell’olio di palma. Effetti sulla salute umana”, ha confermato come gli effetti dell’olio di palma sulla salute siano analoghi a quelli degli altri oli e grassi ricchi di acidi grassi saturi, come il burro.

I rischi deriverebbero dalla possibile presenza di contaminanti, come i glicidil-esteri e iRisultati immagini per palma da olio di palma 3-MCPD. Questi contaminanti possono formarsi durante il processo di lavorazione di tutti gli oli vegetali (non solo dell’olio di palma) a temperature superiori ai 200 gradi. Per il 3-MCPD, l’EFSA – che non ha svolto alcun esperimento sull’uomo ma sui topi – ha stabilito un livello di assunzione giornaliera tollerabile senza problemi per l’uomo per peso corporeo è di 0,8 mg/kg. Per gli esperti della FAO e dell’OMS, il gruppo JECFA, tale limite sarebbe, invece, ben superiore: 4 microgrammi al giorno per ogni chilo di peso corporeo.

Piuttosto, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha invece analizzato l’olio di palma e il suo consumo su richiesta del Ministero della Salute, escludendone correlazioni e/o evidenze con il manifestarsi di problemi cardiovascolari e di origine tumorale.

Risultati immagini per palma olio di palmaL’olio di palma allo stato naturale, peraltro, è anche ricco di carotenoidi: ne contiene tra le 15 e 30 volte in più rispetto alle carote e ai pomodori. Contiene anche Vitamina E, che dà un apporto fondamentale nella protezione contro il cancro e nell’inversione dei processi neuro-degenerativi. Purtroppo, durante il processo di lavorazione industriale parte dei tocotrienoli e tocoferoli che contengono la Vitamina E, vengono perduti e così anche il livello di carotenoidi.

Insomma, per quanto riguarda la salute, sembrerebbe non esserci gran differenza tra l’olio di palma e gli altri olii. Come tutto quello che mangiamo ha controindicazioni, ma anche pregi.

Risultati immagini per palma olio di palma

E per quanto riguarda l’ambiente? Sarebbe vero che l’olio di palma contribuirebbe sensibilmente alla deforestazione?

Secondo Campagne Liberali, le piantagioni palma da olio sarebbero le più sostenibili, preferibili a qualsiasi altra coltivazione di oleaginose, per la loro alta produttività.

Il Global Forest Resource Assessment 2015 della FAO stima che il contributo delle palme da olio alla deforestazione tropicale globale sia pari a circa il 5%. Nel 2016, in Indonesia, appena l’11% degli incendi boschivi è avvenuto sulle concessioni territoriali per la coltivazione della palma da olio. Se l’olio di palma fosse eliminato, non ci sarebbero garanzie sulla sostenibilità di altri prodotti né sugli effetti sulle foreste. Per questo motivo, alcune organizzazioni lavorano per una produzione sostenibile di olio di palma. Ad esempio, Greenpeace e WWF sostengono il lavoro del Palm Oil Innovations Group Risultati immagini per palma olio di palma(POIG) che mira a spezzare il legame tra la produzione dell’olio di palma e la deforestazione, l’accaparramento delle terre (land grabbing) e la negazione dei diritti di lavoratori e comunità locali.

La palma da olio infatti ha una resa media di 3,62 tonnellate per ettaro: 5 volte superiore a quella della colza (0,79 t/ettaro) e addirittura 9 volte più di quella della soia (0,37 t/ettaro). La coltivazione della palma da olio utilizza, in tutto il mondo, 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono, invece, ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale.

Oltre ad avere una maggiore resa per ettaro rispetto agli altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia, rispetto alla soia e alla colza.

 

Secondo il sito di LG-Italia, le superfici raccolte nel 2012/2013 per singola coltura a livello mondiale, in ettari, sarebbero:

grano                    216.638.762

mais                      176.991.927

riso                       163.463.010

soia                       106.625.241

orzo                       49.310.546

sorgo                     37.851.779

girasole                 25.011.871

cereali minori           3.889.640.

 

Mentre le rese produttive nel 2012/2013, per singola coltura a livello mondiale, in Quintali/Ettaro, sarebbero:

 

mais                      49,44

riso                       43,95

grano                    31,15

orzo                      26,84

soia                       23,74

sorgo                    15,35

girasole                 14,82

cereali minori        13,84.

 

Insomma, con 36 quintali per ettaro, la palma, avrebbe una resa superiore al grano, che impegna le superfici più estese del pianeta: 216 milioni di ettari contro 17.

Inoltre, da quanti millenni coltiviamo il grano? Se dobbiamo incolpare la palma delle deforestazioni, non dovremmo interrogarci anche su quanto a questa contribuiscano tutte le altre coltivazioni? Dove sono finite le grandi foreste europee? Solo perché sono scomparse nel corso di secoli, non dobbiamo preoccuparcene più? Grano, mai e riso non sono più colpevoli dell’olio di palma per quanto riguarda la deforestazione e la perdita di biodiversità del nostro pianeta, di questo terzultimo pianeta, per chi viaggia verso il Risultati immagini per fave di cacaoSole?

Il problema della deforestazione è grave e l’olio di palma è uno dei colpevoli, ma non certo il solo.

 

Perché allora queste campagne contro l’olio di palma?

La guerra all’olio di palma, a livello europeo, è cominciata in Francia dietro le pressioni dei produttori di olio di colza per ragioni evidentemente competitive. La campagna è terminata, infatti, nel momento in cui il Governo francese ha trovato un accordo con i coltivatori di colza e i Paesi esportatori.

In Italia la situazione è invece più complessa. Molte imprese alimentari hanno voluto approfittare della campagna contro l’olio di palma per migliorare il proprio posizionamento nel mercato e attirare una fetta maggiore di consumatori. Alcune lo hanno fatto sostenendo le posizioni di diversi gruppi salutisti e ambientalisti contro il palma.

Risultati immagini per fave di cacaoI consumatori hanno ricevuto informazioni non corrette, non scientifiche e soprattutto ideologiche, diventando vittime di disinformazione per scopi prettamente commerciali. Le etichette “senza olio di palma” infatti, ingannano il consumatore, illudendolo di acquistare e consumare un prodotto più salutare secondo la presunzione “olio di palma = fa male”. Come si scriveva sopra, però, non è così.

Allo stesso tempo, come dimostrato da un recente studio di Campagne Liberali, il profilo nutrizionale dei prodotti in cui è stato sostituito l’olio di palma non sempre è migliorato sensibilmente. In diversi casi i prodotti che contengono olio di palma hanno un profilo nutrizionale dal punto di vista dei grassi saturi migliore.

In alcuni casi le aziende che hanno eliminato l’olio di palma dalle proprie formule si Risultati immagini per pianta fave di cacaosono appellate al cosiddetto “principio di precauzione”. Esso è stato però usato a sproposito e, nel fare ciò, è possibile ipotizzare che il consumatore sia stato ingannato per fini commerciali. Nel caso dell’olio di palma nessuna autorità né comunitaria né nazionale ha ritenuto necessario applicare il principio di precauzione come per altre migliaia di altri prodotti. Le aziende che utilizzano tale espressione per giustificare la sostituzione dell’olio di palma sono consapevoli di farlo a sproposito e nel mancato rispetto delle regole europee.

 

Ce la si prende con l’olio di palma, ma che dire del cioccolato? Probabilmente le industrie che lo producono sono più potenti di quelle che trattano la palma e forse non hanno concorrenti come i produttori di olio d’oliva, burro e olii di semi vari.

Eppure, di recente, La Repubblica ha riportato la denuncia dell’ong Mighty Earth secondo il quale lo 80% delle foreste sono scomparse in Costa d’Avorio e la colpa parrebbe del cacao. Molto del cacao che mangiamo sarebbe “illegale”.

Risultati immagini per pianta fave di cacaoA quanto pare, alberi appartenenti a parchi nazionali e zone che dovevano essere protette sono diventate vittime della deforestazione per lasciar spazio all’industria del cacao. Per l’ong l’80% delle foreste della Costa d’Avorio, principale esportatrice di fave di cacao, dato che è da lì che arriva il 40% del cioccolato al mondo, sono scomparse negli ultimi 50 anni. Inoltre, parte delle fave di cacao proviene da aree che dovevano essere protette ma, grazie a un sistema di corruzione e favoritismi, viene mischiato alle partite legali di fave.

Si legge su La Repubblica che foreste un tempo rigogliose di ogni tipo di alberi e biodiversità, come quelle di Goin Debé, Scio, Haut-Sassandra, Tai, i parchi di Mont Peko e Marahoué, oggi stanno scomparendo per lasciare spazio alle fave: muoiono così decine di animali, gli scimpanzé sono costretti a vivere in piccoli fazzoletti di terra o gli elefanti diminuiscono drasticamente.

 

Olio di palma e fave di cacao sono solo la punta dell’iceberg di due problemi assai più gravi ed estesi che si chiamano deforestazione e perdita di biodiversità. Olio di palma e cacao hanno solo una colpa marginale rispetto ad altre cause, tutte antropiche, tutte determinate dall’uomo e dal nostro modo di vivere consumistico. Ogni giorno nuove specie animali e vegetali scompaiono, la Terra si sta trasformando in un deserto surriscaldato. Se non vogliamo trovarci ad abitare in un mondo simile a Marte è tempo di fare qualcosa, ma non solo contro l’olio di palma e le fave di cacao! È tempo di rivedere il nostro stile di vita.

 

2 pensieri su “OLIO DI PALMA E CACAO: CHI È IL PIÙ MALVAGIO DEL REAME?

  1. Pingback: IL NUMERO DI OTTOBRE 2017 DI “ITALIA UOMO AMBIENTE” | La legenda di Carlo Menzinger

  2. Pingback: COSA PUÒ FARE LA NOSTRA CITTÀ PER IL PIANETA? | Il Terzultimo Pianeta

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