LA BALLA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON ELETTO

È dai tempi del Governo Monti che circola una balla colossale che sostiene l’illegittimità di quel Governo e dei successivi, sostenendo che il Presidente del Consiglio non sia stato eletto dal popolo. Partendo da questa menzogna, vorrei fare poi alcune considerazioni sul concetto di Governo rappresentativo.

Purtroppo questa storiella propagandistica, messa in giro dalle opposizioni, è una vergognosa bugia che non ha alcun fondamento! È la Costituzione italiana che prevede che il Governo e il suo Presidente NON siano organi eletti dal popolo. Per la precisione il Governo è eletto in maniera quanto mai indiretta, dato che il popolo elegge i Parlamentari, il Parlamento elegge il Presidente della Repubblica che sceglie (sentite le forze politiche) il Presidente del Consiglio, il quale a sua volta sceglie i Ministri e cioè il Governo. Aggiungi a questo che i parlamentari non hanno alcun vincolo di mandato, ovvero possono votare tutto quello che vogliono, cioè anche se sono stati eletti da un partito possono votare per un altro, magari di tendenze opposte! La volontà popolare non c’entra nulla con la nomina del Governo e Napolitano e Mattarella, nella loro qualità di Presidenti della Repubblica, non hanno fatto certo un colpo di stato nominando gli ultimi Presidenti del Consiglio, ma hanno seguito pedissequamente la legge e il protocollo.

La ragione di una simile affermazione fuorviante sarebbe che per le opposizioni, gli ultimi Governi non avrebbero avuto neppure un’indicazione popolare, nel senso che i parlamentari che hanno dato loro la fiducia non sarebbero stati eletti dichiarando che erano quelli i Presidenti del Consiglio per i quali avrebbero votato.Risultati immagini per nomina Governo Italiano

Questo, però, nella storia repubblicana non è quasi mai avvenuto e, come si diceva, i parlamentari non hanno alcun vincolo di mandato. Una volta eletti possono persino cambiare partito e questo è successo fin troppe volte.

Renzi è stato uno dei Presidenti più spesso e accanitamente vittima di quest’accusa Risultati immagini per nomina Governo Italiano schemaridicola, soprattutto ora dopo che il referendum per la modifica della Costituzione da lui proposto non è stato approvato, quasi che aver votato su un tema simile possa avere una qualche attinenza con il mandato di Presidente del Consiglio. Se una simile personalizzazione del voto è avvenuta, peraltro, è stato un pacchiano errore del medesimo Renzi, che mai avrebbe dovuto portare tutti i temi di modifica costituzionale con un solo voto e poi, peggio ancora, legare la propria posizione all’esito referendario.

Risultati immagini per nomina Governo Italiano schemaTolto ciò, tornando all’accusa di cui si diceva all’inizio, se vogliamo si potrebbe dire che Renzi è il Presidente cui meno di tutti tale asserzione andrebbe applicata.

I Presidenti del Consiglio sono espressione della volontà dei partiti di maggioranza e questo, di norma, significa, che i candidati alla presidenza li indicano al Presidente della Repubblica le relative segreterie. Solo rarissimamente nella storia repubblicana un candidato premier è stato indicato per tale ruolo mediante una votazione popolare (le c.d. primarie, d’imitazione statunitense). Fu così per Romano Prodi nel 2005, candidato per il centronisistra (Unione) e poi nominato Presidente e fu così per Matteo Renzi. Con il sistema delle primarie in Italia furono scelti anche i Segretari del Partito Democratico, Veltroni e poi Bersani. Insomma, Renzi, se non altro fu votato alle primarie e con l’espressa indicazione che si sarebbe candidato come Presidente. Le opposizioni, invece, non hanno mai fatto ricorso a questo strumento democratico.

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Appurato che le cose stanno così, vorrei lasciar perdere queste amenità (si fa per dire!) propagandistiche, per ragionare più in generale sul senso che, secondo me, si cela dietro questa, spesso rabbiosa seppur falsa, affermazione.

L’impressione che ne ricavo è che ci sia da una parte una grande ignoranza e confusione in merito ai meccanismi della politica, forse persino in alcuni suoi rappresentanti (non volendo credere che siano tutti così meschini nell’affermare il falso con tanta spudoratezza), dall’altra qualcosa di più profondo e grave, ovvero un desiderio di rappresentanza politica diretta da parte di una fetta di popolazione le cui dimensioni non saprei quantificare.

Il nostro, come si diceva, è un sistema in cui il Parlamento rappresenta direttamente i cittadini. Quello che alcune persone sembrerebbero domandare è un sistema in cui il Governo sia eletto direttamente dal popolo.

Tanto per esser chiari, per ottenere questo si dovrebbe cambiare la Costituzione, che, invece, i cittadini italiani hanno appena affermato di voler mantenere così com’è.

Mi chiedo, però, quanto questo sia opportuno e utile.

Risultati immagini per nomina Governo Italiano schemaVotare direttamente il Presidente del Consiglio, significa investire un solo uomo di una forza di rappresentanza quale non ha nessuno dei numerosi parlamentari che abbiamo. La sola elezione diretta non basterebbe a trasformare la nostra che è una Repubblica parlamentare in una Repubblica presidenziale, ma sarebbe un primo, pesante e significativo passo in quella direzione.

Non è certo la prima volta che qualcuno in Italia propone un modello presidenziale, affermando la necessità di scelte rapide, di un potere forte in grado di prendere decisioni efficaci. Un forte potere presidenziale, nelle democrazie più evolute è di norma compensato da un forte potere parlamentare. In assenza i rischi evidenti sono quelli di scadere in una dittatura e la nostra storia patria dovrebbe bastarci da monito.

Il quesito che ci si deve porre è, però, se un Presidente direttamente eletto sarebbe più rappresentativo di un Presidente che rimane in carica non per l’intero mandato ma in virtù della fiducia del Parlamento. La mia impressione è che la democrazia, intesa qui come rappresentanza popolare, sarebbe meglio tutelata da un sistema come quello attuale, mentre (pur in un contesto di rappresentanza parlamentare) un Presidente, che sarebbe, innanzitutto, espressione solo della maggioranza che l’avrebbe votato e che sarebbe meno vincolato dal giudizio del Parlamento, avrebbe mano assai più libera e più possibilità di commettere “errori”, ovvero di mal indirizzare il Paese. Insomma, forse è meglio un Parlamento litigioso che può decidere in ogni istante di togliere la fiducia al Presidente, piuttosto che un solo uomo che decida senza render conto altro che a fine mandato. Un solo uomo che sarebbe necessariamente espressione solo di una parte dell’elettorato, negando o riducendo fortemente la rappresentanza delle opposizioni.

Quanto a eleggere direttamente i Ministri, sarebbe persino errore più grosso, giacché costoro, anche quando non si parli di “Governo tecnico”, dovrebbero auspicabilmente avere qualche competenza nelle materie da loro gestite. Non a caso, anche oggi si dibatte sui titoli di studio millantati da alcuni di loro. Se uno di loro dovesse per qualche ragione dimettersi, ne conseguirebbe la necessità di andare di nuovo a elezioni, rendendole quanto mai frequenti (con i costi ben noti).

A questo proposito, mi verrebbe da fare una piccola divagazione sui titoli di studio dei parlamentari. Se abbiamo leggi scritte tanto male, non sarà perché i parlamentari, che sono coloro che devono scrivere le leggi, sono spesso ignoranti come delle capre in giurisprudenza?

Non dico che dovremmo avere un parlamento formato solo da giuristi, ma forse potrebbe aiutare a scrivere leggi che non siano emerite schifezze e avere una percentuale di parlamentari che abbia almeno un titolo di laurea di tipo giuridico e, magari, qualcuno con un po’ di competenza economica?

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PERCHE’ DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE ANDARE SU MARTE

Acqua su marteCirca tre mesi fa la notizia che su Marte siano state trovate tracce di una possibile presenza di acqua ha fatto comparire su Facebook alcuni post che mi hanno disturbato e ai quali avevo risposto solo succintamente. Il tema necessitava però un maggior approfondimento, essendo di estrema importanza.

Il post (stimolando i nostri istinti protettivi con un’immagine che impietosisce) mostra un bambino assetato, che beve da una pozzanghera e la scritta “L’umanità non ha i soldi per estrarre l’acqua dalle zone aride, però ha i soldi per cercare l’acqua su Marte. La domanda è: c’è vita intelligente sulla Terra?”175529647-34894ed6-1358-4130-b927-b964bd798686

L’insieme dell’immagine e del messaggio portano a far credere che l’affermazione sia giusta. Chi non vorrebbe che quel bambino possa avere acqua pulita da bere? Chi vorrebbe suo figlio costretto a bere in quel modo? Spinti dall’immagine, non ragioniamo sul senso dell’affermazione che vuole essere polemica ma anche ironica.

Innanzitutto, è sbagliato mettere in relazione le due questioni della mancanza di acqua e dell’esplorazione spaziale. La siccità in alcune zone della Terra è problema gravissimo e che va risolto, ma ci sono risorse altrove che possono essere impiegate a tal fine. Soprattutto c’è un più ampio problema di ridistribuzione delle ricchezze tra ricchi e poveri, tra zone floride e zone aride, tra Paesi sviluppati e Paesi in ritardo cronico sulla via dello sviluppo. Non è fermando gli investimenti per la ricerca che questi problemi si risolvono, anzi, dato che è solo grazie alla scienza che il nostro pianeta riesce a sfamare (più o meno bene, purtroppo) una moltitudine sterminata di esseri umani, il cui numero è in costante crescita (a ottobre 2015 l’insostenibile 175529634-e1d44ec0-c3e5-4a09-84ca-3af61a94373cnumero era già di 7,37 miliardi di bocche da sfamare e nel 2050 dovremmo essere 9,7 miliardi!). La ricerca scientifica va sempre sostenuta ed è proprio a causa della bassa entità delle spese dedicate a tal fine da molti governi, tra cui quelli del nostro Paese che lo sviluppo si arresta o rallenta. Non dimentichiamoci poi che lo sviluppo di tecnologie per estrarre l’acqua da Marte, con buona probabilità avrà effetti positivi proprio nella risoluzione dei problemi di siccità della Terra. Se si risolvono i problemi dell’approvvigionamento d’acqua su Marte, sarà poi un gioco farlo nelle zone aride del nostro pianeta.

Che cosa dire piuttosto di serie politiche demografiche che arginino la crescita forsennata della popolazione umana? Popolazione, poi, che vive consumando risorse pro capite sempre crescenti, con effetti disastrosi per l’ecosistema. Questo pianeta non è in grado di sostenere una popolazione di miliardi di esseri umani.

Potrebbe bastare questo a dire che il messaggio circolato è sbagliato e fuorviante, ma c’è una ragione più profonda e seria che ci fa capire quanto quella riportata sia un’affermazione demagogica.175529637-b01d4975-287d-45b1-96ee-8cbd2159f535

Si tratta di riflettere un attimo sull’evoluzione della vita. Alcuni sostengono che solo la fede in qualche religione possa dare un senso alla nostra esistenza. Non è di questo che intendo parlare, però c’è un senso della vita che travalica le fedi. Da uomini moderni credo sia difficile non accettare il concetto dell’evoluzione della vita. Diamolo per accettato, come base del ragionamento che segue.

L’universo è dominato dall’entropia, si dilata, tutto tende verso il disordine. C’è però una forza in controtendenza: la vita. La vita tende a organizzare, a sistematizzare, a creare organismi sempre più complessi e specializzati. Si adatta per raggiungere ogni angolo della Terra.

182340072-d40974a9-e94b-474b-a3d4-f6a4f418841cSolo della Terra? Non credo. L’esplorazione spaziale ci sta mostrando che moltissime stelle (forse è la norma) dispongono di sistemi planetari più o meno complessi e tra questi non mancano pianeti con dimensioni e caratteristiche generali simili a quelle della Terra. C’è vita su di essi? Non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai, perché sono troppo lontani.

Sappiamo però cosa faccia la vita sulla Terra: muta. Organismi semplici si trasformano in altri più complessi in grado di affrontare nuovi ambienti e situazioni via via più ostili. Dal mare la vita si è estesa alla terraferma e al cielo. Si è adattata ai climi più caldi e a quelli più rigidi, alle profondità marine e alle vette delle montagne e persino nei deserti ce ne sono tracce.

A un certo punto, piuttosto recentemente in termini geologici, è comparsa una specie tecnologica, una specie capace di manipolare l’ambiente, di 175529612-07657fe6-3dec-439f-bb84-954624fbd88bcostruire strumenti per vivere in habitat diversi. Questa specie somiglia a un cancro, perché arriva ovunque nell’ecosistema e lo devasta, lo stravolge. A causa di questa nuova specie, secondo la Lista Rossa delle Nazioni Unite ogni ora si estinguono tre specie animali o vegetali!  Tre all’ora! Non tre animali, ma tre intere specie! Sono specie magari che conosciamo poco, ma immaginate se le tre specie fossero, per esempio, cavalli, cani e… uomini! Rende di più l’idea? Come è possibile una simile devastazione della biodiversità? Se è vero che la vita tende a differenziarsi e a propagarsi,
come può essere che si sia sviluppato questo cancro che infetta l’intero ecosistema planetario? Noi umani siamo davvero solo la rovina del nostro pianeta, siamo solo una piaga devastante, nata per portare morte e distruzione tra tutte le altre specie e persino all’interno della nostra?

Non vorrei crederlo. Non voglio crederlo. Non lo credo. Vorrei, piuttosto, credere che, pur non essendoci alcun Destino verso cui tendiamo, pur non essendoci alcun Ordine Superiore, pur non essendoci nessuna Volontà che ci guida, l’umanità abbia un senso, biologicamente parlando. Voglio credere che questo senso sia proprio nella sua caratteristica più distruttiva: la capacità tecnologica.

Ebbene, l’umanità è stata la sola specie ad aver lasciato la Terra! Siamo la sola specie a essersi allontanata dal mondo in cui è nata (salvo credere ai 182340049-92872407-1f62-41e4-8470-5714e960688amicrorganismi che forse girano per l’universo addormentati all’interno di meteore, comete e meteoriti). Siamo la sola specie a essere scesa su un altro corpo celeste, la Luna e, presto, scenderemo anche su un altro pianeta, superando difficoltà tecniche che nessun’altra specie terrestre, per quanto intelligente potrebbe superare. Perché questo è importante? Questo non è solo importante, questo è importantissimo non solo per l’umanità ma per l’intera vita nata sulla Terra, perché per la prima volta la potremo portare su un altro pianeta, arido, brullo e inospitale, e trasformarlo, come solo l’uomo sa fare, in qualcosa di diverso. Marte forse non diventerà mai un paradiso per l’uomo, ma un giorno potrebbe diventare un mondo in cui nuove forme di vita potranno svilupparsi. E questo sarà solo un primo passo. Nel sistema solare ci sono altri corpi, grandi satelliti, che potrebbero avere elementi in grado di consentire la vita. Se la vita non si è sviluppata (e questo dobbiamo ancora verificarlo) 175529676-aae381b9-069e-4325-a95b-ce735037e6d0possiamo portarla anche in questi spazi inospitali, in questi corpi in cui la scintilla della vita non ha avuto la forza di sprigionarsi da sola, ma dove, con l’aiuto della tecnologia, potrebbe comunque attecchire. Per ora limitiamoci a pensare al sistema solare. Le stelle sono troppo lontane. All’irraggiungibile velocità della luce distano anni, secoli e millenni da noi. Un giorno forse, forte delle esperienze nel nostro sistema, potremo costruire alcune grandi arche, con migliaia di creature a bordo, e lanciarle verso l’ignoto. Ora pensiamo alla terraformazione del nostro sistema solare.
Terraformare significa rendere la vita possibile in mondi diversi dal nostro.

La genetica, assieme all’esplorazione spaziale, è, infatti, l’altro grande “dovere” dell’umanità. Sarà grazie alla genetica, io spero, che potremo riuscire a creare nuove razze in grado di adattarsi alla vita su Marte o altrove. L’umanità magari sarà costretta a vivere in calotte protette con micro-habitat, ma sul suolo marziano nuove piante e nuovi microrganismi potranno crescere e, tra le altre cose, persino trasformarsi in nuove forme di cibo per quest’uomo sempre affamato.

175529611-8307af36-9467-4838-899a-dec90a9bb0e0Per questo è importante sapere se su Marte c’è acqua. Perché l’acqua è alla base della vita come la conosciamo. Perché se ci sarà acqua non dovremo portarcela dietro dalla terra e non dovremo sintetizzarla in loco. Perché se ci sarà acqua sarà più facile cominciare una nuova esistenza lassù. Perché se ci sarà acqua potremmo persino scoprire altre forme di vita. Microrganismi, magari, ma formatisi in modo diverso. Magari non basati sul carbonio, magari con strutture fondamentali impensabili. Se ci sarà un simile microrganismo potremmo capire molto, moltissimo di noi, della vita e dell’universo.

175530343-2ab43552-f44c-48c3-b941-9a3f84f47bceCredo che siano possibili biologie diverse da quella terrestre, basate su diversi elementi, ma se su un mondo non c’è vita, se su Marte non c’è vita, dovremo cercare di ricrearla nella forma più simile a quella che già conosciamo. Per questo ci serve l’acqua. Anche se poca, anche se nascosta in profondità, anche se presente nella tenue atmosfera. La nostra tecnologia ci permetterà di estrarla, studieremo come e un giorno questo servirà anche a dissetare i bambini africani. Per questo dobbiamo cercare l’acqua su Marte.

Potremmo anche popolare l’universo di robot autoriproducentesi e persino capaci di evolvere, ma la vita, la vita cui apparteniamo, di cui siamo il cancro e la speranza, è quella che veramente dobbiamo diffondere. È qualcosa che le dobbiamo, alla Vita, per tutti i danni che le stiamo provocando. Un dovere morale, ma anche un istinto insopprimibile. Dobbiamo andare. Dobbiamo partire verso il cielo e le stelle, perché questo è scritto nel nostro DNA, perché questo è l’impulso della vita: crescete e moltiplicatevi.

E sulla Terra non c’è più posto.

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PERCHÉ SIAMO SOLI TRA LE STELLE?

Risultati immagini per galassiaLa visione dell’universo, negli ultimi anni, grazie all’uso di telescopi sempre più potenti, è radicalmente cambiata.

Sappiamo ora che nella nostra galassia, la Via Lattea, ci sono dai 200 miliardi ai 400 miliardi di stelle. Sappiamo anche che nell’universo c’è un numero almeno altrettanto sconfinato di galassie, dai 300 ai 500 miliardi o, secondo stime ancora più recenti, 2.000 miliardi, ma qui la stima è ancora più difficile, anche perché sembrerebbe che di queste stelle noi si riesca a vedere solo il 10%.

Non m’interessa qui stabilire un numero esatto e neppure un ordine di grandezza preciso, mi basta sapere che di sicuro, le stelle nell’universo sono migliaia di miliardi di miliardi ovvero un numero sterminato.

Stiamo ora scoprendo anche un gran numero di pianeti, sia giganti, sia delle dimensioni del nostro. Sembrerebbe quindi che la formazione di un sistema planetario attorno a una stella sia più la norma, che non l’eccezione.

Inoltre, i meccanismi con cui si forma la vita non sembrerebbero poi così irripetibili e rari, Risultati immagini per galassiaanche se non abbiamo ancora prove concrete e sperimentali di questo. Forse questo è il punto debole dell’intero ragionamento che segue.

Con un così gran numero di mondi, parrebbe, anzi, strano che su molti di loro la vita non si sia sviluppata. Vogliamo immaginare che nella nostra galassia possano esserci, per esempio, 50 miliardi di pianeti simili al nostro? Probabilmente sono molti di più, ma accontentiamoci di questa stima. Possibile che a parità di condizioni di elementi, temperatura e atmosfera, la vita non si sia sviluppata almeno sull’1% ovvero su mezzo miliardo di pianeti?

Risultati immagini per pianetaSe i processi evoluti seguono le stesse regole che conosciamo qui, su almeno l’1% di questi mondi, non potremmo aspettarci, che, in un dato periodo, si sviluppi una razza con un’intelligenza confrontabile con la nostra? Sarebbero 5 milioni di mondi e sono stime al ribasso. 5 milioni solo nella nostra galassia. Da moltiplicarsi per il numero delle galassie, per 2.000 miliardi, magari. Ovvero 10 miliardi di miliardi di civiltà aliene!

Insomma, sembrerebbe che l’universo sia alquanto affollato di razze intelligenti. Perché non le abbiamo ancora incontrate? Forse semplicemente perché il limite della velocità della luce è davvero insuperabile e per raggiungere la stella più vicina a questa tecnologicamente improbabile velocità ci vogliono 4,367 anni. Figuriamoci le stelle più lontane o altre galassie. Da Andromeda, la più vicina, ci separano 2.537.000 anni luce. Tornando indietro di tanto tempo, ancora eravamo poco più che scimmie!Risultati immagini per pianeta

Comunque la nostra tecnologia è ancora ben lontana da queste velocità. Lo Space Shuttle viaggiava a 29.000 km orari. New Horizon, nel suo viaggio verso Plutone ha toccato 58.338 km orari e la sonda Juno ha viaggiato a 265.000 km orari. Velocissime, eppure la luce viaggia a 299.792.458 metri al secondo ovvero 1.079.252.848,8 km orari. Insomma, siamo ancora piuttosto lenti ed è probabile che questo valga anche per altre civiltà.

Ci sono, però, le trasmissioni radio, televisive e altri tipi di onde che il nostro pianeta emette ormai da vari decenni. Si pensa che lo stesso dovrebbero fare varie altre civiltà.

Risultati immagini per velociraptorStiamo cercando questi segnali. Per esempio, il SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, è un programma, iniziato negli anni ’60 del secolo scorso, dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo. Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza a eventuali altre civiltà in grado di captarli.

Ad eccezione del “segnale Wow!” del 1977, gli esperimenti SETI condotti fino ad ora non hanno rilevato nulla che possa somigliare a un segnale di comunicazione interstellare. Per dirla con le parole di Frank Drake, del SETI Institute: “Ciò di cui siamo certi è che il cielo non è ingombro di potenti trasmettitori a microonde”.

Tra gennaio e febbraio 2011 il SETI segnala però la ricezione di 2 segnali “non naturali” e Risultati immagini per alieno“di probabile origine extraterrestre”, puntando le antenne su 50 candidati pianeti scoperti pochi mesi prima dalla Missione Kepler. Non essendosi più ripetuti i segnali, si suppone che fossero dovuti a interferenze terrestri. Tuttavia il SETI continuerà a osservare quella regione di cielo su altre frequenze radio.

Il fisico Enrico Fermi osservò nel 1950 che se ci fosse una civiltà interstellare, la sua presenza ci sarebbe evidente. Ciò è noto come il paradosso di Fermi.

E qui vengo al punto: forse Fermi aveva ragione. Se ci fosse una civiltà “tecnologica”, dovremmo già aver colto segnali della sua esistenza. Forse non ci sono altre civiltà “tecnologiche”. Forse altre razze intelligenti hanno capito che la tecnologia non è la strada corretta per il bene della propria specie e del proprio mondo.

Risultati immagini per alienC’è, però, un altro fattore da considerare: il tempo. Da quanto l’uomo è in grado di trasmettere e ricevere segnali radio? In termini di vita dell’universo, da un istante appena.

Se immaginiamo che l’intera esistenza dell’universo dall’inizio a oggi sia racchiusa in un anno terrestre, vedremmo che le prime forme di vita sono comparse solo qualche giorno dopo l’equinozio di primavera e che il sistema di calcolo occidentale che si basa su ciò che avvenne prima e dopo la presunta nascita di Cristo prevede come anno 1 qualcosa che è accaduto un paio di minuti prima del nuovo anno (ore 23,59,54 del 31 dicembre). Dunque 2016 anni reali terrestri corrispondono agli ultimi 6 secondi di vita dell’universo in questa scala che la ricomprende tutta in un solo anno. Da quanto tempo c’è la radio? Gli esperimenti di Tesla e di Marconi sono del 1891 e 1895. Nel 1901, Marconi rivendicò di aver ricevuto segnali transatlantici in radiofrequenza. In quel periodo, certo non stavamo inondando il cosmo di segnali, ma immaginiamo il 1901 come momento iniziale. 115 anni su 2016 ovvero il 5,70% di tale periodo, cioè il 5,70% dei 6 secondi finali del nostro anno cosmico immaginario, dunque 0,34 secondi.

Bene. Provate a telefonare, sul fisso, a qualcuno che sta in casa sua solo 0,34 secondi all’anno! Che probabilità avreste che vi risponda?

Risultati immagini per nikola teslaBeh, però a noi non interessa parlare proprio con quel dato signore. A noi basterebbe parlare con uno dei 5 milioni di individui (le presunte civiltà della nostra galassia di cui sopra). Anche così, però, le nostre probabilità sarebbero piuttosto ridotte: 19,81 giorni all’anno. Ammesso che ogni civiltà abbia trasmesso per gli ultimi 0,34 secondi di questo anno immaginario e che ciascuna l’abbia fatto in momenti diversi, avremmo solo una ventina di giorni su 365 in cui trovare qualcuno, uno chiunque dei nostri 5 milioni di vicini della galassia, in casa! Magari però molti erano a casa nello stesso momento, in un periodo in cui noi non li stiamo cercando.

Forse è per questo che ancora non abbiamo colto segnali della loro presenza.

Ma scusa, direte voi, ti stai sbagliando del tutto. È vero che abbiamo la radio solo da poco più di un secolo, ma probabilmente continueremo a trasmettere ancora per centinaia e centinaia di anni, magari per migliaia o milioni di anni. Se anche le altre civiltà lo fanno, allora sarebbe assai più facile sentirli.

Avete ragione. Dovrebbe essere così. Ma perché non li sentiamo?

Forse la risposta è molto semplice. Il conteggio di prima non poi così sbagliato. Magari i “giorni cosmici” non saranno 20, ma 40, ma più o meno è così.

In che senso? Nel senso che la nostra civiltà magari ha davanti a sé solo un altro secolo prima di collassare e che lo stesso vale per le altre civiltà che hanno fatto l’errore evolutivo di creare una civiltà tecnologica. Insomma, su questi 5 milioni di mondi, le civiltà tecnologiche non durano a lungo!

Personalmente amo la scienza e la tecnologia e sono affascinato dai loro risultati, ma siamo sicuri che non ci stiano portando in una via senza uscita?

L’avere reso la vita più facile e lunga a tanti miliardi di persone parrebbe un bene, ma che

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Enrico Fermi

effetti ha sul pianeta? Che effetti ha sulle risorse grazie alle quali la nostra razza (e le altre della Terra) si sostentano? Non sarà che tanta tecnologia sta esaurendo il nostro pianeta e che ci sta scavando un baratro sotto i piedi? Non può essere che presto la civiltà tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi due secoli della nostra storia si esaurisca?

Segnali in tal senso non mancherebbero solo guardando il nostro mondo, ma non è di questi che voglio parlare ora. La conclusione che la nostra civiltà possa essere prossima alla fine, potrebbe derivare proprio dalla risposta al quesito: se ci sono tante stelle e tanti pianeti nell’universo e, probabilmente, tante razze evolute, perché non ne scorgiamo le tracce? La risposta è, magari, che forse l’anomalia della Terra esiste davvero. Per secoli abbiamo creduto nella centralità del nostro pianeta e nella nostra superiorità. Forse ragionando così commetto, al contrario lo stesso errore di geocentrismo, ma il quesito che mi pongo è: non sarà che la nostra è una delle razze “evolute” più stupide della galassia? Non è che l’umanità è davvero un errore evolutivo, un cancro di questo pianeta da cui la maggior parte degli altri mondi è esente o che ha già guarito. Non sarà che sulla Terra l’evoluzione ha preso la strada sbagliata?

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Sonda Juno

In passato, mi dicevo che il senso “evolutivo” di una razza tanto dannosa come la nostra, che ha depauperato e devastato l’ambiente, ridotto la biodiversità assassinando intere specie animali e vegetali, portate all’estinzione totale, fosse nella tecnologia.

Credevo, e vorrei poter credere ancora, che se l’uomo esiste, secondo una logica evolutiva, è per portare la vita dove ora non c’è. Se la vita ha potuto tollerare che migliaia di specie fossero distrutte dalla nostra, deve essere perché così l’evoluzione può coprire nuovi spazi finora non raggiunti.

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Millenium Falcon (astronave di “Guerre stellari”)

Lo scopo dell’umanità è il viaggio spaziale e la terraformazione di altri mondi, la trasformazione di pianeti sterili in mondi vitali.

Certo questo non è un compito solo della nostra razza. Dovrebbe esserlo almeno per altri 5 milioni di razze nella galassia. Magari solo una minima parte di loro ci riuscirà, ma è questo il senso della tecnologia e di razze come la nostra.

Eppure intorno a noi c’è solo il silenzio. Eppure sembra, ogni anno di più, che questa galassia sia priva di intelligenza tecnologica.

Più lo spazio attorno a noi si riempie di stelle e di mondi, più ci appare vuoto e più sembriamo soli. Più sembriamo un errore. Più sembriamo la più sciocca delle razze senzienti del cosmo.